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La trilogia di Maurizio Baroni sul cinema Italiano comincia con questo numero "0", il volume che raccoglie in una sorta di catalogo le esperienze più forti e più incisive realizzate nel primo dopoguerra: immagini scarne, mezzi espressivi poveri ma di inusitata intensità, cronache coraggiose di una umanità ancora frastornata ma piena di determinazione.
Sono gli anni del Neorealismo, una corrente destinata a fare scuola, palestra di personalità geniali, di creatività ricche e sobrie al tempo stesso. Atmosfere che oggi sanno di un remoto passato e a cui è necessario tuttavia che le nuove generazioni facciano riferimento per ritrovare la forza espressiva, l'onestà e la pulizia che caratterizzò una stagione irripetibile.
Non ci sono orpelli narrativi né effetti speciali in queste pellicole realizzate con pochissimi mezzi ma con grandissimo entusiasmo e straordinaria fantasia. Sono opere che fanno meditare in una stagione in cui conta più l'apparire che l'essere, l'evasione che non la riflessione. Certo, la sensibilità apparirà lontana ed estranea alle nuove generazioni e questi film non possono oggi che essere riproposti come materiale di studio ma la loro essenzialità, l'ingenua e a volte quasi primitiva carica vitale debbono pur dire qualcosa a chi subisce giorno dopo giorno il martellamento di proposizioni insulse e vuote, di favole insipide e stucchevoli.
Il lavoro di Baroni è quello del collezionista paziente e umile che però è ben conscio del suo fondamentale lavoro di nascosto archivista. Questo libro, come gli altri che seguono, gliene rendono merito.
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Valerio Massimo Manfredi, autore di:
"La strada dei Diecimila" (Jaca Book 1986);
"Gli Etruschi in Val Padana" (Il Saggiatore 1993);
"Mare Greco" (Mondadori 1992);
"Le Isole Fortunate" (L'Erma di Bretschneider 1993);
"I Greci in Occidente" (Mondadori 1996)
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